"Saveval nuot"
in:
Parole
con
a
c. d. Roberto Pili
in SOLOTESTO
a cura di
Massimo Boccuzzi:
Non hai
spento il sorriso (gennaio 2001)
Alla
Maria che non fu graziosa (gennaio 2001)
Salina
(gennaio 2001)
Al memore (febbraio 2001)
evoca profondo il tuo volto
spossata bestemmio stanchezza
ruggiti sputati in silenzio
un tic c'è che solo conosce
dei palpiti quelli più pazzi
velieri sospinti di sbuffi
polmoni che soffiano i suoni;
suadenti sussurrano i venti,
sibili di sogni lontani,
sabbiosi falotici i flutti
nel tuo abisso, soloio
solo mio, l'eterno addio.
altre poesie
in:Parole
con
a
c. d. Roberto Pili
fistula musae
"non vi saprei dir ben quel ch’io sono"
Dispogliata tabula rasa
sbiadita dilavata mappa "se stessa nominata"
dolciaramente dispotica e gelotica
macchina del suo programmatore
afasica alla vista della sua vita
distonica e malata della sua assenza;
nel suo menu’ e’ indicizzato un rapporto
ad ora ad ora al software non concesso.
informato al sistema binario
estenuante tra felicità
e dolore.
Si e no che nella mente mi tenzona,
tip-tippen
di una estrema mano
indice, medio di un qualunque uomo
impressionano rudi la tastiera
mentre transistor generano sullo
schermo
il ricordo dell’Unico impresso
nella scheda grafica del cuore.
La sua intelligenza artificiale
ha inoculato il virus dell’indelezione.
A nessuno è concesso liberarne il ricordo
nella memoria l’impronta simula l’eternità.
Nella voce di glossario s’è selezionato
amore
Accidente in sostanza d’oltreumano
intelletto
Inceneritore olezzante dei secoli e dei
byte;
Cantico, incenso e mirra
in multimedia dallo Shir Aschirim;
Pallore di seni e palpito nei volti.
In un caffè d’Inverno in Val Brembana
scalza esasperata e compressa
indecente riposa
senza fretta
tra i draft,
ubriaca
la verità
l'orologio fa tic tac.
della bella Napoli, una Pizzeria
affastellati psicoanalitici alla Wudy Allen
L.C., D.D., M.R:, C.D.F., ,
Padri padroni
segnacoli di nomi
epitaffi sui sepolcri d'infinito male
Pantocratore.
Nel passeggiare mi sovviene
il ragionare di me alla mia persona:
Arlecchino parla da solo.
E mentre si corrompe la parola
e muore divina la promissione.
La pazzia rimane
il solo prodigio d'amore:
la generazione dell'Altro
nella sua negazione.
