Note e discussioni di Claudia Di Fonzo a

"Sotto il segno di Dante". Scritti in onore di Francesco Mazzoni,  Firenze, Le Lettere, 1998.

Federico Sanguineti, Prolegomeni all'edizione critica della "Comedìa", pp. 261-282.

Dopo Karl Witte che fornì la prima edizione critica fondata unicamente sulla tradizione manoscritta (in realtà sul Laurenziano di S. Croce) e l’applicazione metodica della lectio difficilior, e dopo il Moore, suo epigono sul piano del metodo, che fornì i risultati della collazione di oltre 250 codici, e indicò un cospicuo numero di varianti sufficienti a invalidare le conclusioni del predecessore, nel 1891 fu la volta dell'opuscolo di Michele Barbi Per il testo della Divina Commedia. Nel condurre le ricerche sui codici del poema, Barbi individuò 396 loci critici, il così detto "canone Barbi" che divenuti in seguito circa 800 costituirono il "canone allargato Barbi-Vandelli", loci sui quali proponeva di collazionare il maggior numero possibile di manoscritti. Dopo il Petrocchi ma dal Barbi riparte il Sanguineti per la sua edizione del poema (in preparazione) e, per l'occasione, propone le tavole e le riflessioni critiche relative alle sue collazioni dei recentiores in merito a Purg. II 93.

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