Note e discussioni di Claudia Di Fonzo a

"Sotto il segno di Dante". Scritti in onore di Francesco Mazzoni,  Firenze, Le Lettere, 1998.

Cesare Vasoli, Noterelle ficiniane'su Trifone, pp. 331-344

sono alcune riflessioni relative alle Annotationi di Trifone Gabriele, il dantista più penetrante del cinquecento veneziano, la cui edizione è stata procurata per la prima volta da L. Pertile. Nella sua analisi dell'opera il Pertile, commenta Vasoli, permette di stabilire la cronologia della stesura delle Annotationi come pure di riconoscere taluni interventi attribuibili al discepolo che ne ha tramandato il testo, forse il Soranzo. Quel che è certo, continua Vasoli, è che al sommo della tradizione delle Annotationi ci sia la copia originale stesa dal Soranzo, secondo l'assunto di Pertile. L'opera in questione girava tra coloro che condividevano la spiritualità degli evangelici ed è intessuta di neoplatonismo-ficiniano. Vasoli documenta questo carattere dell'opera del Trifone con un lungo elenco ragionato di passi dai quali emergono alcune idee maggiori: Dante è il poeta teologo, si parla di un' anima mundi e ancora della discordia discors. Ci sono poi chiose direttamente riconducibili al Ficino come quella di Purg. XVI 70-73. Vasoli chiude le sue "glosse di natura filosofica" notando come "l'esempio dantesco del poema visione, così illustrato dal Gabriele, fu certo alle origini dell'Elegante Poema", componimento poetico scritto da Francesco Giorgio con l'intento di divulgare le sue idee filosofiche.

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