I LIBRI di CLAUDIA DI FONZO
Ottimo commento_DI Fonzo Claudia  Rajna Di Fonzo
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Il pappagallo di Giuseppe Ungaretti

Dei miei corsi d'acqua
il primo fu una diga
presagio di quell'arte
che mi appartenne
quando fui fanciulla
e che pure non fu marziale
la ritensione e la continenza
l'astinenza a volte dalla vita
o da quel che si prende per tale
Dunque sulla diga del Lago di Penne
venni alla coscienza e al mondo
Non lontane le vette più alte dell'Appennino
e del Gran Sasso silente l'altipiano
e il Tirino di cui allora non seppi nulla
In collina ma sulle rive del fiume Pescara
al cospetto della madre Maiella
e nei gorghi delle doline
tra gli ulivi cupi e il tardo zufolare del vento
tra le canne di un non felice giardino
nel quale continuo a contare le dipartite
fui adolescente
avvezza all'odore dell'Adriatico
e alle sue solitudini invernali
al biancheggiare perpetuo sulla battigia
al fremito ininterrotto e vitale
all'allargarsi improvviso dell'onda
abbandonata sulla sabbia e distesa
sognante le prossime sponde
riversa ritratta e perduta

Sulle passeggiate dorate dell'Arno,
languida  e infiammata al  tramonto
sul Ponte di Marte
come una cartolina del passato
in un taccuino di viaggio
sta la mia giovinezza
nell'infausto tentativo
di inzuppare la spugna
tuttavia ricolma di sale
nel celebrato incanto
dell'aurea perfezione
delle forme e della misurazione
agrodolce dell'arte
che avevo soltanto potuto spiare.

Sul Tevere placido
talvolta e ripetutamente
ho trovato gli amici,
ho creduto d'essere molti
ho partecipato
dell'euforia che mi avevano raccontato
quando ero molto piccola
il Cinecittà e la Century Fox,
le fughe a casa di Nazareno Fonticoli,
le passeggiate a Via Veneto
la storia del gatto Mascione
che per esser sempre
pronto a saltare sulle salsicce
appese in cantina nella casa vestina
finiva per essere un personaggio romano,
che il cielo mi assolva!

Del Brembo e del Serio
non posso che i nomi,
furono di una sola stagione
la più fredda
nella valle delle pozze montane
il rintocco delle campane di S. Alessandro
dalla stanza superiore
i sentieri che scendono fino a Como
i Crotti e il Resegone arancione
la via Priula fino in Val Tellina
la tua foto da bambino
le tarsie lignee di Lorenzo Lotto
e poi le infinite discussioni
sulla natura dell'astrologia.
Inadeguata a leggere le carte
del codice Grumelli
godevo gli abbandoni
in Piazza Vecchia
all'ombra del pergolato del circolino
e le pietre a Mantova risuonavano
note hildegardiane
al Donizetti i Lieder di Schubert
A Lecco, a Civate e a S. Tomé
Sul Garda io al  trapezio e tu allo Spinn
Sui monti da Novate Mezzola  fino a S. Morìtz
la vita
tutta insieme

E a Friburgo la Dreisam
il fiume "che corre veloce"
Di nuovo la Dreisam corre con me
Il Danubio e il Reno
solo di passaggio
sulle carte inseguendo
dei renopotai la profetessa di Stazio,

Per poco il Marry River
e il tuffo controcorrente
breve trionfo sulla paura
sui serpenti sui ragni e sulla Marry fever
l'ho fatto mentre pensavo
alle tue parole, tuttavia piccine:
"temi anche un barattolo di pelati".
Quindi il tocco dell'Oceano
nella baia di Melburne
e la città sospesa sull'altra sponda
lontana nella foschia
un miraggio forse più onesto
di quello di New York
che tutti mi continuano
a raccontare
mentre umile trascrivo
tra le carte della Morgan
l'"Ottimo" commento a Dante
"an honest ghost"
il Patrizio dell'Amleto. 

Ottimo commento_DI Fonzo Claudia  Rajna Di Fonzo