Dei
miei corsi d'acqua
il
primo fu una diga
presagio
di quell'arte
che
mi appartenne
quando
fui fanciulla
e
che pure non fu marziale
la
ritensione e la continenza
l'astinenza
a volte dalla vita
o
da quel che si prende per tale
Dunque
sulla diga del Lago di Penne
venni
alla coscienza e al mondo
Non
lontane le vette più alte dell'Appennino
e
del Gran Sasso silente l'altipiano
e
il Tirino di cui allora non seppi nulla
In
collina ma sulle rive del fiume Pescara
al
cospetto della madre Maiella
e
nei gorghi delle doline
tra
gli ulivi cupi e il tardo zufolare del vento
tra
le canne di un non felice giardino
nel
quale continuo a contare le dipartite
fui
adolescente
avvezza
all'odore dell'Adriatico
e
alle sue solitudini invernali
al
biancheggiare perpetuo sulla battigia
al
fremito ininterrotto e vitale
all'allargarsi
improvviso dell'onda
abbandonata
sulla sabbia e distesa
sognante
le prossime sponde
riversa
ritratta e perduta
Sulle
passeggiate dorate dell'Arno,
languida
e infiammata al tramonto
sul
Ponte di Marte
come
una cartolina del passato
in
un taccuino di viaggio
sta
la mia giovinezza
nell'infausto
tentativo
di
inzuppare la spugna
tuttavia
ricolma di sale
nel
celebrato incanto
dell'aurea
perfezione
delle
forme e della misurazione
agrodolce
dell'arte
che
avevo soltanto potuto spiare.
Sul
Tevere placido
talvolta
e ripetutamente
ho
trovato gli amici,
ho
creduto d'essere molti
ho
partecipato
dell'euforia
che mi avevano raccontato
quando
ero molto piccola
il
Cinecittà e la Century Fox,
le
fughe a casa di Nazareno Fonticoli,
le
passeggiate a Via Veneto
la
storia del gatto Mascione
che
per esser sempre
pronto
a saltare sulle salsicce
appese
in cantina nella casa vestina
finiva
per essere un personaggio romano,
che
il cielo mi assolva!
Del
Brembo e del Serio
non
posso che i nomi,
furono
di una sola stagione
la
più fredda
nella
valle delle pozze montane
il
rintocco delle campane di S. Alessandro
dalla
stanza superiore
i
sentieri che scendono fino a Como
i
Crotti e il Resegone arancione
la
via Priula fino in Val Tellina
la
tua foto da bambino
le
tarsie lignee di Lorenzo Lotto
e
poi le infinite discussioni
sulla
natura dell'astrologia.
Inadeguata
a leggere le carte
del
codice Grumelli
godevo
gli abbandoni
in
Piazza Vecchia
all'ombra
del pergolato del circolino
e
le pietre a Mantova risuonavano
note
hildegardiane
al
Donizetti i Lieder di Schubert
A
Lecco, a Civate e a S. Tomé
Sul
Garda io al trapezio e tu allo Spinn
Sui
monti da Novate Mezzola fino a S. Morìtz
la
vita
tutta
insieme
E
a Friburgo la Dreisam
il
fiume "che corre veloce"
Di
nuovo la Dreisam corre con me
Il
Danubio e il Reno
solo
di passaggio
sulle
carte inseguendo
dei
renopotai la profetessa di Stazio,
Per
poco il Marry River
e
il tuffo controcorrente
breve
trionfo sulla paura
sui
serpenti sui ragni e sulla Marry fever
l'ho
fatto mentre pensavo
alle
tue parole, tuttavia piccine:
"temi
anche un barattolo di pelati".
Quindi
il tocco dell'Oceano
nella
baia di Melbourne
e
la città sospesa sull'altra sponda
lontana
nella foschia
un
miraggio forse più onesto
di
quello di New York
che
tutti mi continuano
a
raccontare
mentre
umile trascrivo
tra
le carte della Morgan
l'"Ottimo"
commento a Dante
"an
honest ghost"
il
Patrizio dell'Amleto.
Amo
speciali modo
la
musica
antica
la Kaffekantat del sommo Bach
L'arte (omaggio a Angelo Di Fonzo)
disegno
di sfondo di
Angelo
Di Fonzo